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Si tratta di una coltivazione in prevalenza estiva per cui ci possono essere più problemi per l'alta che la bassa temperatura. Dopo l'invasatura favorire la radicazione mantenendo una minima notturna di 18°C e ventilando a partire da 24°C. Alla cimatura mantenere i valori sopraindicati, ricorrendo all'ombreggio per contenere l'incremento diurno, valori oltre 32°C compromettono la capacità di ramificazione di alcune varietà a foglia scura. Durante la fase di crescita sono indicate minime di 18-19°C di notte e 21-26°C di giorno; lo sviluppo vegetativo è proporzionale alla temperatura media per cui più è caldo e maggiore è la crescita. Durante il periodo di induzione fiorale mantenere 17-18°C di notte e ventilare da 20-21°C. Evitare in questo periodo temperature notturne elevate (oltre 23°C) perché si anticipala fioritura, o minime inferiori a 15°C per non provocarne l'arresto. Nel mese di ottobre, periodo di formazione degli organi fiorali, regolare la minima notturna a 16-17°C e la ventilazione a 19?20°C, in modo che la pianta non si allunghi eccessivamente e non anticipi la fioritura. In questo periodo evitare che la temperatura scenda sotto 13°C per non provocare l'uscita del latte (''crud''). Regolare l'intervento del riscaldamento basale per mantenere 16-17°C nel terreno e soddisfare il fabbisogno termico totale con quello aereo. Durante questo mese può essere possibile applicare la strategia termica DIF-Cool morning per controllare l'allungamento dello stelo facendo scendere la temperatura a 12-13°C per 2 h al levare del sole. Durante la fase di distensione delle brattee (novembre) fissare la minima notturna a 16°C e l' intervento della ventilazione o la minima diurna a 18-19°C per favorire una crescita regolare di questi organi ed evitare che espandendosi troppo rapidamente diventino sensibili alla bordatura. Le brattee sono foglie trasformate per cui la loro dimensione cresce proporzionalmente all'aumento della temperatura media, in particolare di quella diurna. Una elevata differenza di temp. fra il giorno e la notte (p.e. 24-25°C e 16-17°C), porta ad avere brattee grandi, ma pendenti e sbiadite, provoca l'allungamento della parte di stelo sottostante l'infiorescenza che diventa instabile. Durante questo periodo la temperatura diurna può essere abbastanza elevata da non richiedere l' intervento del riscaldamento, però nei periodi di forte umidità conviene riscaldare e ventilare per controllare la U.R. ed evitare che si verifichino fenomeni di condensa sulle piante, che possono portare ad attacchi di Muffa grigia. Mantenere l'aria in movimento per favorire la riasciugatura anche delle parti centrali della chioma e privilegiare il riscaldamento aereo rispetto a quello basale per stimolare la funzionalità delle foglie; eventualmente lasciare gli schermi interni parzialmente aperti la notte, per evitare eccessi di U.R. Nella fase di distensione delle brattee non applicare la strategia DIF perché gli organi resterebbero piccoli ed arricciati e verrebbe anticipata la caduta dei ciazii. Quando le brattee sono distese per i 2/ 3 iniziare a ridurre lentamente la temperatura per migliorare la qualità estetica della pianta. La temperatura minima raggiungibile dipende dalle condizioni ambientali e dalle varietà, in genere bastano 14-15°C di notte e 16-18°C di giorno, facendo molta attenzione ad evitare la formazione di condensa. Può accadere che le brattee di alcune varietà a foglia scura (p.e. Sonora), se la temperatura ambientale è troppo bassa durante la fase di distensione, tendano a rimanere incastrate tra le foglie e abbiano difficoltà a disporsi orizzontalmente; è sufficiente elevare la temperatura diurna, di pochi gradi e per qualche giorno, per ovviare al problema. Le temperature indicate si riferiscono alle colture in clima continentale e con l' esclusione della varietà "Freedom" e derivate. Nelle zone a clima mediterraneo i valori indicati possono essere ridotti di 1-2°C, tranne che durante la fase di induzione fiorale, grazie alla elevata luminosità diurna. Per "Freedom" è possibile mantenere a temperature inferiori di 2-3°C (15-16°C) anche durante la fase di formazione degli organi fiorali, sempre che la serra sia molto luminosa e che sia possibile controllare l'eccessiva U.R. In alcune zone i temporali estivi, dopo la metà di agosto, portano a repentini e forti abbassamenti di temperatura, che causano arresti di crescita della pianta e problemi fitosanitari; è consigliabile tenere il riscaldamento attivato e pronto a funzionare quando i termostati, regolati a 18°C, ne richiederanno l'intervento. Durante il trasporto delle piante in fioritura regolare il condizionamento a 13-15 °C senza sbalzi per evitare la formazione di condensa, valori oltre 18°C causano la epinastia (portamento ricadente) di foglie e brattee. |