Mohr
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Informazioni fondamentali per una più
facile comprensione delle informazioni tecniche. Induzione fiorale:
cambiamento persistente dello stato fisiologico dei
meristemi o delle gemme ascellari, che passano dallo stadio di vegetazione
a quello di fioritura. In conseguenza a questo vengono formati primordi
fiorali invece di quelli fogliari. Tale cambiamento avviene come conseguenza
della maturazione della pianta (età o sviluppo di un certo numero di
foglie), o di una variazione della lunghezza del giorno (fotoperiodo)
o del regime termico (termoperiodo; vernalizzazione) o di entrambi.
Lo stato di induzione a fiore non è visibile e porta allo stadio successivo
che è liniziazione. Iniziazione fiorale: trasformazione iniziale, ma visibile dellapice,
in cui vengono prodotti i primordi di organi fiorali invece che di foglie. Sviluppo fiorale: stadio seguente la trasformazione
iniziale dellapice che dura fino allapertura del fiore o
alla comparsa del polline (antesi). Fotoperiodo: risposta della pianta alla lunghezza
del giorno o meglio del periodo di buio in quanto le piante sono in
grado di misurare la durata di questultimo. La pianta reagisce
determinando, principalmente, le fioriture o anche altri eventi della
sua vita. Trattamento di fotoperiodo: variazione
artificiale della lunghezza del giorno per indurre o contrastare la
fioritura nelle piante sensibili. La sua durata varia a seconda della
specie, varietà e della stagione. Lunghezza del giorno: numero di ore nelle quali
la luce agisce sulle piante, comprese le parti fotoperiodicamente attive
del crepuscolo allalba e al tramonto. Fotoperiodo critico: lunghezza limite del giorno (soglia) che determina
il passaggio dallo stato vegetativo a quello generativo; tipica di ogni
specie o varietà sensibile al fotoperiodo, chiamata anche lunghezza
critica. Fotoperiodo
induttivo: durata del giorno che determina linduzione fiorale. Tempo di reazione: periodo di tempo, normalmente indicato in
settimane, che intercorre tra linizio del trattamento di fotoperiodo
e Iantesi (fioritura). Pianta a giorno corto: va in fioritura quando la lunghezza del giorno
diventa più corta del fotoperiodo critico. In caso contrario rimane
in fase vegetativa; p.e. Crisantemo, Poinsettia, Kalanchoe. Pianta a giorno lungo: va in fioritura quando la
lunghezza del giorno è più lunga del fotoperiodo critico; in caso contrario
rimane in fase vegetativa: p.e. Begonia tuberosa, Fuchsia. Pianta a giorno neutro, insensibile a fotoperiodismo: la fioritura è
determinata da altre cause o dalla dimensione delle vegetazione; p.e.
Pomodoro, Geranio zonale. Pianta a giorno
corto-lungo: la fioritura avviene quando una sequenza di giorni corti
è seguita da una di giorni lunghi (sempre in riferimento al fotoperiodo
critico); p.es: Pelargonium grandiflorum, Campanula medium. La sequenza
di giorno corto può essere sostituita da un periodo di freddo. Pianta a giorno lungo-corto: la fioritura avviene dopo una sequenza
di giorni lunghi e corti (caso contrario al precedente); p.e. Briophyllum. Giorno corto o lungo qualitativo (obbligatorio): quando lesigenza
del controllo del fotoperiodo è assoluta: la pianta a giorno corto fiorisce
solo quando è esposta ad un fotoperiodo più corto di quello critico. Giorno corto o lungo quantitativo (facoltativo): la fioritura avviene indipendentemente dal fotoperiodo
ma, la variazione della lunghezza del giorno, porta ad una accelerazione
o ad un ritardo della iniziazione; p.e. la Fuchsia è a giorno lungo
qualitativo, fiorisce prima se sottoposto a giorno lungo. Giorno corto e giorno lungo: variazione artificiale della lunghezza
del giorno; mediante (l'oscuramente o lilluminazione, in modo
da rendere la durata più corta o più lunga di quella del fotoperiodo
critico. È importante notare che la definizione di giorno corto o lungo,
non include una indicazione quantitativa assoluta della durata del periodo
di luce, ma solo che essa è più corta o più lunga di quella del fotoperiodo
critico; p.e. il Cristantemo ha un fotoperiodo critico di 14,5 ore mentre
la Begonia tuberosa di 14 ore, però il primo è pianta a giorno corto
e la seconda a giorno lungo nonostante abbiano simili fotoperiodi critici.
È il senso della variazione della lunghezza del giorno rispetto a quella
critica che scatena la fioritura delle piante fotoperiodiche. Allungamento del giorno: prolungamento oltre la lunghezza critica, della
durata del giorno per ottenere un fotoperiodo lungo; avviene mediante
limpiego della luce artificiale al tramonto. Interruzione della notte: prolungamento oltre la lunghezza critica, della
durata naturale del giorno mediante accorciamento del periodo di buio.
Si ottiene interrompendo la notte con un certo numero di ore di luce
artificiale in modo che le due restanti parti di buio siano sufficientemente
corte (più corte della durata del buio che corrisponde al fotoperiodo
critico). Viene usata per fare fiorire le piante a giorno lungo e far
vegetare quelle a giorno corto. La durata dellilluminazione notturna
dipende dalla stagione e dal tipo di programma ?????. Accorciamento del giorno: la durata del periodo di luce viene resa più
breve di quella del fotoperiodo critico oscurando le piante con teli
neri che vengono distesi da prima del tramonto a dopo lalba, in
modo da ottenere il necessario numero di ore di buio. Viene usato per
far fiorire le piante a giorno corto e far vegetare quelle a giorno
lungo. Illuminazione fotoperiodica: uso della luce artificiale per ottenere
un fotoperiodo lungo. lintensità luminosa necessaria per la reazione
fotoperiodica è bassa (50-200 lux) mentre è importante la durata in
quanto determina la lunghezza del periodo di luce. Per lallungamento
del giorno o linterruzione della notte si impiegano fonti luminose
ricche di radiazioni rosse come la lampada ad incandescenza oppure a
fluorescenza tipo TL oppure a scarica di gas tipo SL. Si utilizzano,
a seconda del tipo di lampada, da 3 a 15 W/mq. Illuminazione fotoperiodica continua: le piante vengono illuminate con
luce artificiale per tutto il tempo necessario ad ottenere la voluta
lunghezza del giorno sia come prolungamento che come interruzione della
notte. Nel caso di estese superfici da illuminare con lampade accese
contemporaneamente si hanno elevate richieste di potenza con conseguenti
notevoli costi per i consumi di energia e per gli impianti da applicare;
per questo si preferisce lilluminazione ciclica. La durata dipende
dalla stagione e dal tipo di pianta. Illuminazione fotoperiodica ciclica: il periodo di prolungamento del giorno
o di interruzione della notte viene suddiviso in periodi più corti (cicli)
della durata oscillante da 1 a 60 minuti primi. Una parte del ciclo
prevede le luci accese e il rimanente spento. La durata totale del ciclo
dipende dal tipo di lampada mentre la lunghezza del periodo di luce
di ogni ciclo, dipende dallintensità luminosa ottenuta a livello
delle piante; tutto questo viene determinato in funzione della specie,
della stagione e degli impianti disponibili. Con un periodo ciclico
di 30 minuti, di cui il 20% è illuminato (6 minuti) è possibile illuminare
una superficie di 5 volte superiore a quella ottenibile con lilluminazione
continua avendo medesimi consumi. In generale lilluminazione ciclica
viene prolungata per 5-6 ore per notte ed è indipendente dalla stagione
per molte piante. Illuminazione
supplementare: impiego di fonti luminose di elevata
potenza per ottenere a livello delle piante una forte intensità luminosa
(2000-4000 lux) in modo da stimolare la fotosintesi in periodi di scarso
irraggiamento naturale. La risposta ottenuta è il risultato del prodotto
tra intensità e durata dellilluminazione, per cui sono entrambi
importanti. Si possono utilizzare lampade al sodio ad alta pressione,
installando 40-50 W/mq. lilluminazione supplementare viene impiegata
anche nei casi di illuminazione fotoperiodica; nelle piante a giorno
corto, per migliorare lirraggiamento naturale diurno, e nelle
piante a giorno lungo come integrazione della luce naturale (sia in
intensità, sia per tempo) sempre rispettando le necessarie specifiche
durate della lunghezza del giorno. Substrato di coltivazione (torfkultursubstrate)
TKS1 e TKS2: substrato a base di torba, ammendato con carbonato di calcio
e fertilizzante complesso integrato con microelementi in modo da assicurare
una nutrizione completa alla pianta talora contiene dei bagnanti per
facilitare lumidificazione. I due tipi differiscono per la qualità
di concime aggiunto per m3: il TKS1 contiene 1,5 kg ed il
TKS2 3kg; il pH è intorno a 5/6. II contenuto in elementi nutritivi
espressi in mg/I di substrato è il seguente:
II TKS favorisce una crescita rapida e lussureggiante. Terra
universale - Einheitserde: miscela di torbe,
argilla priva di calcio, ammendante calcareo e fertilizzante complesso.
laggiunta di argilla ha la funzione di rendere la miscela più
stabile, di facilitare notevolmente la gestione idrica e nutrizionale
e di renderla adatta ad unampia gamma di coltivazione. La loro
composizione varia a seconda dei produttori. Questi talora includono
altri componenti per migliorare le caratteristiche fisiche della miscela.
Sono disponibili sul mercato 3 tipi terra universale che differiscono
per livello di concimazione. Terra
universale base o da taleaggio (TU. tipo O) oppure tipo VMI: pH da 4 a 6,5 a seconda della quantità di ammendante calcareo, senza concimazione
odebolmente concimate; adatta alla semina ed al taleaggio o come base
per la preparazione di substrati aziendali. Terra universale da trapianto (TU. tipo P): pH da 5 a 6,4 con una concimazione
pari a 1,5 gr/I; adatta alla produzione di giovani piante e alla maggior
parte delle colture. Terra universale da invasature (TU. tipo T): come la precedente
ma con un livello di concimazione pari a 2-3 gr/I; adatto a piante esigenti
di nutrizione e adulte. Alcuni tipi di terra universale contengono concimi
a lenta cessione che assicurano una nutrizione prolungata alla pianta. Concime
complesso solubile: fertilizzante contenente i principali
microelementi: Azoto, Fosforo, Potassio ed eventualmente Magnesio e
microelementi. II contenuto dei singoli elmenti viene espresso come
percentuale in peso o TITOLO: pe. un 18-11-15 contiene un 18% di Azoto
(N), 11% di Anidride Fosforica (P2O5) e 15% di
Potassio (K2O). E importante che i concimi per la floricoltura
siano prodotti con materiali di base di buona qualità in modo da essere
completamente solubili e privi di sodio e cloruri. Inoltre si deve fare
attenzione alla forma sotto cui lAzoto è contenuto: nitrica, ammoniacale,
ureica. Rapporto nutrizionale: rapporto fra i principali elementi nutritivi
contenuti in un concime complesso: p.e,. un fertilizzante 20:5:10 contiene
come TITOLI il 20% di N, il 5% di P2O5 ed il 10%
di K2O, il rapporto nutrizionale è di 4:1:2. Fitoregolatori:
sostanze chimiche artificiali che applicate anche a bassissima dose interferiscono
con i meccanismi di regolazione della pianta inducendone modificazioni,
temporanee o permanenti, della crescita o sviluppo. A questa categoria
appartengono gli stimolanti della radicazione, dellallungamento,
della fioritura, della ramificazione, della fruttificazione, i cimatori
ed i nanizzanti. Trattamento a freddo del seme di perenni. Molte specie di perenni sono originarie da zone
montagnose dove, i semi delle piante selvatiche, vengono disseminati
su terreni ghiacciati e coperti durante linverno da una coltre
di neve. Le tecniche colturali si devono adeguare quindi a queste condizioni
climatiche. Per le semine in dicembre, mantenere le cassette
dei seminati per 2-3 giorni a 10-15 per gonfiare i semi, in seguito
metterle in ambiente freddo e proteggendo i semi dai topolini. Sarebbe
meglio coprire le cassette con la neve finché non diventi ghiaccio.
La germinazione è stimolata a temperature tra 0 e 6 C; appena sopra
il punto di congelamento. La definizione di Trattamento del seme
al gelo è sbagliata. infatti appena dopo lapparizione delle
piantine si devono esporre alla luce e la coltivazione deve, procedere
alle normali condizioni, ma non con troppo caldo. In seguito si trapiantano
allaperto in piena terra o in vasi. Lescursione delle temperature, adatte alla
germinazione, variano ovviamente da una specie allaltra, ma si
differenziano tra loro in uno spettro relativamente ristretto. Purtroppo
in questo campo sono stati effettuate solo limitate ricerche atte a
verificare quale sia lescursione e la durata ideale delle temperature
alle quali deve essere esposto il seme. Ciò nonostante è raccomandato
luso di un frigorifero e mantenere la temperatura tra lo 0 e 6
C. |