Il Crisantemo: cenni di botanica e di morfologia Chiudi
Il Chrysanthemum morifolium o Dendranthema grandiflora, come recentemente hanno deciso di chiamarlo i cultori della classificazione, è un ibrido complesso di parecchie specie selvatiche originarie del Giappone e della Cina tra cui C. indicum, sinense, coreanum, articum e nipponicum. L'ampia base genetica, il lunghissimo lavoro di selezione iniziato circa 2.000 anni fa in Cina e Giappone, proseguito in Europa dal 1800 e tuttora in continuo progresso, ha portato a ottenere una notevole varietà di forme e colori dei fiori, di epoca di fioritura e di possibilità di utilizzo. Attualmente sono conosciute almeno 7.000 varietà ed ogni anno ne vengono presentate delle nuove; l'orientamento degli ibridatori è di ottenere piante con nuove colorazioni e forme di fiori, con un tempo di coltura più ridotto, con uno sviluppo uniforme in un ampio intervallo di temperature e con una migliore resistenza ai parassiti animali e vegetali. Il Crisantemo appartiene alla famiglia delle Compositae ed il suo nome deriva dalle parole greche Khrysos e Anthemon che significano "fiore d'oro" e si riferiscono alla colorazione del crisantemo morifolium. Il Crisantemo è un suffruttice con steli che diventano legnosi pur rimanendo di piccole dimensioni, anche se il comportamento più comune è quella di pianta vivace che ricaccia ogni primavera delle gemme alla base dello stelo e dagli stoloni, anzi alcune varietà richiedono un periodo di bassa temperatura (vernalizzazione) per sviluppare la vegetazione. Nel Crisantemo, quelli che sono chiamati comunemente sfiori", non sono esattamente fiori ma "capolini", cioè infiorescenze in cui i veri fiori sono stipati l'uno accanto all'altro ed inseriti su un ingrossamento del peduncolo fiorale chiamato ricettacolo. Tale disposizione caratteristica ha dato il nome alla famiglia botanica del Crisantemo: le Compositae. L'infiorescenza è avviluppata da brattee verdi (squame) che ne costituiscono l'involucro, a guisa di calice dell'intero capolino. Nel Crisantemo sono distinguibili due tipi di fiori anche sulla medesima infiorescenza e spesso un'ampia gamma di forme di transizione fra i due: ? i fiori del raggio, normalmente più esterni, inseriti su una o più file assumono un'ampia gamma di colorazioni; - i fiori del disco, disposti al centro della infiorescenza, più piccoli dei precedenti, hanno colore verde, giallo, rossastro, bianco. Gli uni e gli altri sono inseriti direttamente sul ricettacolo, senza peduncolo, cioè sono sessili.
I fiori del raggio hanno una corolla a linguetta costruita da un corto tubo che si inserisce direttamente sopra l'ovario che racchiude un solo ovulo; la corolla si prolunga oltre l'imboccatura del suo tubo con un lembo, come una specie di petalo, chiamato linguetta o ligula che assume svariate colorazioni anche diverse fra le due facce e forme differenti. La ligula può essere arrotondata, appuntita, troncata, piegata verso il centro del capolino (Crisantemi incurvati) o verso l'esterno (Crisantemi ricurvati); arrotolata secondo la lunghezza in modo da mostrare la faccia inferiore (ligula canaliculata) che è più vivacemente colorata. A1 centro del tubo emerge, sopra, l'ovario, il pistillo, l'organo femminile formato da uno stilo cilindrico alla base che si divide all'apice a Y formando lo somma bifido. Nei fiori del raggio è raro trovare degli stami normali, ci sono invece degli staminoidi, cioè stami ridotti a fragili filamenti per cui tali fiori sono solo femminili o sterili. I fiori del disco hanno una corolla tubiforme per cui vengono anche chiamati fiori tubulosi; essa termina normalmente con 5 denti ricurvati verso l'interno, assume una colorazione meno vistosa ed ha una vera funzione decorativa solo nei Crisantemi a fiore d'anemone. L'organo maschile è formato da 5 stami le cui antere sono allungate e concresciute fra loro a formare un tubo entro cui si versa il polline ed inserite sulle corolle a mezzo di filamenti. Lo stilo e lo stimma sono racchiusi entro il tubo delle antere per cui i fiori del disco sono ermafroditi o solo maschili. Quando gli stami maturano e le antere liberano il polline lo stilo è ancora breve e racchiuso nel tubo, poi si allunga e spinge avanti a sé il polline, come uno stantuffo, fino a farlo uscire dal tubo. Durante l'allungamento dello stilo lo stimma si trova a contatto del polline ma non avviene una autofecondazione perché le sue branche combaciano fra loro, esse si discosteranno solo dopo aver attraversato tutto il tubo delle antere mostrando la loro faccia interna al polline fecondatore, trasportato da altri capolini, dagli insetti pronubi. Si realizza quindi una fecondazione incrociata. La maturazione sessuale dei fiori inizia dalla periferia dell'infiorescenza e progredisce centripetamente. Sul medesimo capolino si possono vedere fiori tubolosi e liguliformi ma nelle varietà a infiorescenza piena sono presenti quasi esclusivamente con ligula.